Mercato e prezzo
Dalle curve individuali al mercato: aggregazione per somme orizzontali, concorrenza perfetta, prezzo di equilibrio, legge di domanda e offerta, squilibri ed il modello a ragnatela convergente e divergente.
Nelle due lezioni precedenti abbiamo ragionato dal punto di vista del singolo consumatore e del singolo produttore: un solo vincolo di bilancio, una sola curva di domanda, una sola curva di offerta. Ma un’economia reale non è fatta di un unico consumatore e un unico produttore: è fatta di moltissimi individui che, giorno dopo giorno, comprano e vendono la stessa merce. È il momento di allargare lo sguardo e introdurre il concetto di mercato — e, con esso, uno dei risultati più importanti ed eleganti di tutta la microeconomia: il prezzo di equilibrio.
1. Dal singolo operatore al mercato: l’aggregazione
Il mercato è l’insieme di numerosi consumatori individuali e numerosi produttori individuali che operano reciprocamente, producendo e consumando, per esempio, una stessa merce.
A partire da questa definizione, possiamo costruire due nuove grandezze: la domanda di mercato, cioè la somma di tutte le domande individuali dei singoli consumatori, e l’offerta di mercato, cioè la somma di tutte le offerte individuali dei singoli produttori. Quando si ottiene una funzione a partire da tante funzioni individuali sommandole tra loro, si dice che la si sta aggregando: le funzioni di mercato, quindi, si ricavano aggregando le funzioni individuali.
Anche la domanda di mercato, essendo la risultante di numerose curve di domanda individuali, è rappresentabile con un tratto di curva (per lo più un segmento di retta) a pendenza negativa — esattamente come le curve individuali che la compongono. Allo stesso modo, l’offerta di mercato, in virtù dell’aggregazione delle curve di offerta individuali, è rappresentabile con un tratto di curva a pendenza positiva.
Un esempio completo: la domanda di mercato per somme orizzontali
Un mercato è composto da tre consumatori, le cui curve di domanda individuali sono: p = 30 − (1/2)q, p = 30 − 6q, p = 30 − 2q. Calcoliamo la curva di domanda di mercato.
| Consumatore | Calcolo | Quantità a p=24 |
|---|---|---|
| 1 | q = 60 − 2p = 60 − 2·24 | 12 |
| 2 | q = 5 − p/6 = 5 − 24/6 | 1 |
| 3 | q = 15 − p/2 = 15 − 24/2 | 3 |
| Mercato | q = 80 − (8/3)·24 = 16 | 16 = 12+1+3 ✓ |
Il grafico mostra bene il meccanismo: tutte e tre le curve individuali partono dallo stesso punto sull’asse dei prezzi (p = 30, dove ogni consumatore smette di domandare la merce), ma ciascuna raggiunge l’asse delle quantità in un punto diverso, a seconda di quanto quel singolo consumatore sia disposto ad acquistarne quando il prezzo si avvicina a zero. La curva di domanda di mercato (in blu) è semplicemente la somma, quantità per quantità, di tutte le curve individuali: per questo motivo il metodo si chiama somma per somme orizzontali — perché a ogni livello di prezzo si sommano le quantità (misurate orizzontalmente) delle curve individuali.
Esiste anche un secondo metodo di aggregazione, per somme verticali: invece di sommare le quantità a parità di prezzo, si sommano aritmeticamente i prezzi in corrispondenza delle stesse quantità. Questo metodo si applica a quei beni che vengono consumati congiuntamente da più consumatori contemporaneamente, come nel caso tipico dei beni pubblici (ad esempio l’illuminazione stradale o la difesa nazionale): ogni cittadino “consuma” la stessa quantità del bene, ma è disposto a pagarne prezzi diversi in base a quanto lo valuta.
2. Le condizioni della concorrenza perfetta
Perché il modello del mercato che stiamo costruendo funzioni correttamente, devono sussistere due condizioni di base.
| Condizione | Significato |
|---|---|
| 1. Molti produttori | La stessa merce deve essere offerta da un numero di produttori talmente elevato che la presenza (o l’assenza) di un singolo produttore in più o in meno non alteri in modo significativo l’offerta complessiva |
| 2. Produttori “piccoli” | La dimensione di ciascun produttore deve essere tale che la quantità offerta da lui solo non incida in modo particolare sull’offerta totale della merce |
Queste due condizioni esprimono il concetto di concorrenza perfetta del mercato. In un regime di concorrenza perfetta, il prezzo di una merce non può essere stabilito unilateralmente dai singoli produttori, per due ragioni speculari:
- A un produttore non conviene aumentare il prezzo di una merce, perché i consumatori la acquisterebbero semplicemente dalle altre aziende concorrenti, che la offrono a un prezzo inferiore.
- A un produttore non conviene abbassare il prezzo di una merce, perché nulla impedirebbe agli altri produttori di fare altrettanto, vanificando il vantaggio competitivo e riducendo i margini per tutti.
Per semplicità, il modello microeconomico neoclassico spesso non considera, per l’azienda, il fattore di produzione terra (né il suo reddito corrispettivo, la rendita). Inoltre la concorrenza perfetta richiede molte altre condizioni oltre alle due viste sopra: completa omogeneità delle merci prodotte, presenza di informazioni perfette a disposizione di tutti gli operatori, assenza di barriere all’ingresso per nuovi produttori, e così via. Nella realtà, questo regime “puro” è più un caso limite teorico che una condizione riscontrabile ovunque — ma resta comunque un punto di partenza indispensabile per capire come si forma un prezzo di mercato.
3. Il prezzo di equilibrio
Le curve di domanda e di offerta di mercato possono essere rappresentate sullo stesso grafico, dato che entrambe riportano sugli assi le stesse grandezze (quantità in ascissa, prezzo in ordinata). Il punto in cui le due curve si intersecano — se esiste — rappresenta un preciso prezzo e una precisa quantità che “soddisfano” contemporaneamente sia la curva di domanda sia la curva di offerta.
Il prezzo di equilibrio è il prezzo che si ottiene quando, in regime di concorrenza perfetta, la quantità domandata di un bene è esattamente pari alla quantità offerta di quello stesso bene.
Un esempio numerico: il prezzo di equilibrio di un pacchetto software
Un’azienda produce un pacchetto software e registra l’andamento del proprio mercato mensile per nove mesi, rilevando i seguenti dati. Osservando la tabella si nota che il prezzo in corrispondenza del quale domanda (programmi richiesti) e offerta (programmi prodotti) si equivalgono è 50 €: a quel prezzo, sia la quantità domandata sia la quantità offerta valgono 55. Il prezzo di equilibrio per il pacchetto software vale dunque 50 euro.
| Programmi Richiesti | Programmi Prodotti | Prezzo (€) |
|---|---|---|
| 100 | 25 | 10 |
| 80 | 30 | 20 |
| 70 | 35 | 30 |
| 60 | 40 | 40 |
| 55 | 55 | 50 → equilibrio |
| 50 | 75 | 60 |
| 45 | 100 | 70 |
| 40 | 125 | 80 |
| 30 | 150 | 90 |
Per rappresentare graficamente questo tipo di dati con un foglio di calcolo, conviene riportare in colonna i valori di quantità (fino al massimo che compare in tabella) e, accanto, i prezzi di domanda e di offerta corrispondenti a ciascuna quantità. Se alcune quantità non hanno un valore di prezzo direttamente rilevato (i cosiddetti “buchi” della serie), è sufficiente selezionare il grafico e attivare l’opzione di interpolazione tra i punti, così che Excel colleghi comunque la sequenza con una linea continua.
4. La legge della domanda e dell’offerta
La determinazione del prezzo di equilibrio sta alla base della cosiddetta legge della domanda e dell’offerta. Aumentando o diminuendo la curva di mercato della domanda, a parità di offerta, si osservano effetti prevedibili sul prezzo e sulla quantità di equilibrio — e lo stesso vale, in senso complementare, per l’offerta.
| Variazione | Effetto sul prezzo equilibrio | Effetto sulla quantità equilibrio |
|---|---|---|
| La domanda aumenta (parità offerta) | Aumenta | Aumenta |
| La domanda diminuisce (parità offerta) | Diminuisce | Diminuisce |
| L’offerta aumenta (parità domanda) | Diminuisce | Aumenta |
| L’offerta diminuisce (parità domanda) | Aumenta | Diminuisce |
Vale la pena notare un dettaglio importante: mentre uno spostamento della domanda fa muovere prezzo e quantità di equilibrio nella stessa direzione (entrambi salgono, o entrambi scendono), uno spostamento dell’offerta li fa muovere in direzioni opposte (il prezzo scende quando la quantità offerta sale, e viceversa).
Un esempio con Excel: parametri e spostamenti in tempo reale
Un’azienda vende gli aggiornamenti software di un suo programma, con curva di domanda d = 90 − 4q e curva di offerta o = 10 + q³/100. Dal grafico si individua il prezzo di equilibrio tra i valori 30 e 40, in corrispondenza di una quantità compresa tra 13 e 14.
5. Squilibri di mercato: eccesso di domanda ed eccesso di offerta
Cosa succede se, per qualche ragione, il prezzo effettivo di mercato p non coincide con il prezzo di equilibrio p*? In questo caso la quantità domandata (qD) e la quantità offerta (qO) non coincidono più, e il mercato si trova in una condizione di squilibrio.
Se il prezzo p è maggiore del prezzo di equilibrio p* (come p₁ nel grafico), la quantità domandata qD risulta inferiore alla quantità di equilibrio, mentre la quantità offerta qO risulta superiore: si dice che il mercato è in eccesso di offerta. In regime di concorrenza perfetta, però, il mercato tende naturalmente a riportarsi in equilibrio: le singole aziende, per evitare che la propria quantità eccedente rimanga invenduta, reagiscono abbassando progressivamente il prezzo, fino a raggiungere p*.
Se invece il prezzo p è inferiore al prezzo di equilibrio (come p₂ nel grafico), la quantità offerta qO risulta inferiore alla quantità di equilibrio, mentre la quantità domandata qD risulta superiore: si parla in questo caso di eccesso di domanda. Anche qui il mercato tende a riportarsi verso l’equilibrio, ma questa volta attraverso pressioni al rialzo sul prezzo, dettate dalla scarsità relativa dell’offerta.
6. Il modello a ragnatela
Le dinamiche di riequilibrio che abbiamo appena descritto non sono, in realtà, sempre immediate. Bisogna infatti ricordare che, in molti mercati reali, la quantità offerta in un dato momento dipende dal prezzo che il bene aveva nel periodo precedente (perché produrre richiede tempo), mentre la quantità domandata dipende dal prezzo corrente. Questo sfasamento temporale dà origine a un fenomeno noto come modello a ragnatela (in inglese cobweb model), per la forma caratteristica che assume il percorso del prezzo nel grafico.
Graficamente, la differenza tra i due comportamenti si legge dalla pendenza delle curve di domanda e offerta: una minore pendenza (curve più “piatte”) indica elasticità, e produce una ragnatela convergente, che si stabilizza progressivamente sul prezzo di equilibrio. Una maggiore pendenza (curve più “ripide”) indica invece rigidità, e può produrre una ragnatela divergente o instabile, in cui il prezzo si allontana sempre di più dal valore che permetterebbe di equilibrare domanda e offerta, senza mai stabilizzarsi.
Il mercato è l’insieme di consumatori e produttori che scambiano una stessa merce; domanda e offerta di mercato si ottengono aggregando (sommando) le curve individuali, tipicamente per somme orizzontali. La concorrenza perfetta richiede molti produttori, tutti piccoli rispetto al mercato complessivo: in questo regime nessun produttore può fissare unilateralmente il prezzo. Il prezzo di equilibrio è il punto in cui la curva di domanda e la curva di offerta di mercato si intersecano: quantità domandata e quantità offerta coincidono. La legge della domanda e dell’offerta: un aumento di domanda fa salire prezzo e quantità di equilibrio insieme; un aumento di offerta fa scendere il prezzo ma fa salire la quantità. Quando il prezzo effettivo non coincide con quello di equilibrio si genera uno squilibrio: prezzo sopra p* → eccesso di offerta; prezzo sotto p* → eccesso di domanda. Il modello a ragnatela descrive il riequilibrio nel tempo quando l’offerta reagisce con un ritardo al prezzo: converge verso p* se domanda e offerta sono elastiche, diverge se sono rigide.
📚 Prossimo passo - Impresa e costi
Nella prossima lezione lasciamo il consumatore e entriamo nell’impresa: costi fissi, variabili, marginali, ricavo marginale e massimizzazione del profitto. Porteremo il prezzo di equilibrio p* dentro la funzione di profitto: quanto produrre per massimizzare utile? È il ponte tra microeconomia e gestione progetti.