Sistemi e Reti - Anno 3 - Modulo 4 - Lezione 03 - Architetture Protocolli Standard
Sistemi e Reti · Anno 3 · Modulo 4 · Lezione 03
✍ Autore: profgiagnotti · Materia: Sistemi e Reti

Architetture di rete, protocolli e standard

Dal controllo centralizzato master-slave al modello paritario peer-to-peer, dai sistemi chiusi proprietari ai sistemi aperti: cosa sono i protocolli, perché servono e chi decide gli standard che fanno funzionare Internet.

// obiettivi di apprendimento
✓Descrivere le tre architetture logiche di rete (master-slave, client-server, peer-to-peer) confrontandone struttura, vantaggi e contesti di utilizzo
✓Spiegare la transizione dai sistemi chiusi proprietari ai sistemi aperti e il ruolo dell'interoperabilità
✓Definire il concetto di protocollo di rete indicando i tre elementi fondamentali: sintassi, semantica e sincronizzazione
✓Riconoscere i principali enti di standardizzazione (ISO, IEEE, ITU, IETF, ICANN, TIA/EIA) e i protocolli che ciascuno gestisce
✓Comprendere il ciclo di vita degli RFC e collegare questa lezione al modello OSI e TCP/IP della prossima lezione

1. Le tre architetture di rete

L'architettura di una rete definisce come i dispositivi sono organizzati e come comunicano tra loro. Non è la topologia fisica (come sono collegati i cavi) ma il modello logico che governa i ruoli e le responsabilità di ogni nodo. Esistono tre modelli fondamentali.

📌 Definizione da ricordare

Architettura di rete = schema logico dei ruoli (chi comanda, chi risponde, chi è paritario) e del flusso di comunicazione tra nodi.

1.1 — Architettura Master-Slave

In questo modello un dispositivo centrale (master) controlla e coordina tutti gli altri (slave). Gli slave non comunicano tra loro direttamente: tutta la comunicazione passa dal master, che gestisce tempi, accessi e sincronizzazione.

// caratteristiche

Controllo deterministico

• Controllo centralizzato e predicibile
• Ideale per pochi dispositivi con comunicazioni semplici
• Gestione efficiente del timing e della sincronizzazione

// utilizzi tipici

Dove si usa

• USB: il PC è master, periferiche slave
• Bluetooth: centrale coordina accessori
• Sistemi IoT industriali e bus di campo (I²C, SPI)

MASTER SLAVE 1 SLAVE 2 SLAVE 3

1.2 — Architettura Client-Server

Il modello più diffuso nelle reti moderne. Un insieme di server offre servizi centralizzati; i client accedono ai servizi facendo richieste. È asimmetrico per definizione: i server sono sempre in ascolto, i client prendono l'iniziativa.

🎯 Modello client-server in sintesi - preservato
CLIENT
fa richiesta
⟶
REQUEST + RESPONSE
protocollo applicativo
⟶
SERVER
sempre in ascolto

Esempi: Web (browser → web server), Email (client → SMTP/IMAP), Database, File server.

vantaggi

Perché domina

Gestione centralizzata, sicurezza più facile, backup unico, scalabilità verticale aggiungendo risorse al server.

limiti

Single point of failure

Se il server va giù, tutti i client restano senza servizio. Collo di bottiglia se troppe richieste contemporanee.

1.3 — Architettura Peer-to-Peer (P2P)

Tutti i nodi sono alla pari (peer): ognuno può essere sia client che server. Non esiste un controllo centrale; le risorse (file, potenza di calcolo) sono distribuite.

PEER PEER PEER PEER PEER PEER
ArchitetturaControlloPunti di forzaEsempi
Master-SlaveCentralizzato, deterministicoTiming semplice, pochi dispositiviUSB, Bluetooth, I²C
Client-ServerAsimmetrico, server centraleGestione, sicurezza, scalabilitàWeb, Email, Cloud
Peer-to-PeerDistribuito, paritarioResilienza, condivisione risorseBitTorrent, Blockchain, VoIP P2P
💬 Tip del docente

Per l'interrogazione: disegna i tre schemi alla lavagna in 30 secondi. Ricorda la frase: "Master comanda, Client chiede, Peer condivide". Se ti chiedono differenze, parla sempre di single point of failure vs resilienza distribuita.

2. Sistemi chiusi vs sistemi aperti

Negli anni '70-'80 ogni produttore costruiva reti chiuse e proprietarie: IBM con SNA, Digital con DECnet. Dispositivi di marche diverse non potevano parlarsi: formati incompatibili, protocolli segreti.

La svolta è arrivata con i sistemi aperti: specifiche pubbliche, condivise, basate su standard. Obiettivo: interoperabilità – far cooperare hardware e software di produttori diversi.

❌ Sistema chiuso

Proprietario, isolato

Protocolli segreti, costi alti, vendor lock-in. Se cambi fornitore, butti tutto. Esempio storico: reti IBM SNA.

✅ Sistema aperto

Standard, interoperabile

Specifiche pubbliche, concorrenza, costi minori. Oggi: TCP/IP, Ethernet, Wi-Fi sono tutti standard aperti.

⚠️ Errore comune

Non confondere "sistema aperto" con "open source". Aperto = standard pubblico e interoperabile (es. Wi-Fi). Open source = codice sorgente disponibile. Un protocollo può essere aperto ma implementato con software proprietario.

3. Cos'è un protocollo: sintassi, semantica, sincronizzazione

📌 Definizione da leggere ad alta voce

Un protocollo di rete è un insieme di regole che definisce formato, significato e ordine dei messaggi scambiati tra entità comunicanti.

Senza protocolli condivisi, due computer non si capirebbero – come due persone che parlano lingue diverse senza traduttore. Ogni protocollo è definito da tre elementi inseparabili:

01 · sintassi

Formato dei dati

Come sono strutturati i messaggi? Ordine dei campi, tipi, delimitatori. Es: nell'URL, sintassi è protocollo://host:porta/path

02 · semantica

Significato

Cosa significa ogni campo o comando? Es: codice 404 in HTTP = "not found". Senza semantica condivisa, i bit sono inutili.

03 · sincronizzazione

Quando e come

Tempistiche, ordine, gestione errori. Quando ritrasmettere? Quanto attendere l'ACK? Come gestire collisioni?

🎯 Esempio in classe - handshake

Saluto tra due persone: alzo mano (sintassi: gesto), l'altro capisce che è un saluto (semantica), risponde entro 2 secondi altrimenti è maleducazione (sincronizzazione). In TCP: SYN → SYN-ACK → ACK. Stessa logica, ma con bit.

pseudo · struttura generica protocollo
messaggio_protocollo { header { versione: 4 bit tipo: 8 bit // semantica lunghezza: 16 bit // sintassi checksum: 16 bit } payload: 0..1500 byte trailer: CRC per controllo errore } Regole di sincronizzazione: - timeout = 3 secondi - ritrasmissione max 3 volte - ordine: REQUEST → ACK → DATA → ACK

4. Gli enti di standardizzazione

Gli standard non nascono per caso: li definiscono organizzazioni internazionali, ciascuna con un ambito specifico. Conoscerle è fondamentale per capire chi decide cosa.

ISO

International Organization for Standardization

Ha definito il modello OSI a 7 livelli (1978-84). Non gestisce Internet, ma fornisce il framework concettuale ancora usato per insegnare le reti.

IEEE

Institute of Electrical and Electronics Engineers

Famiglia 802: 802.3 Ethernet, 802.11 Wi-Fi, 802.15 Bluetooth. Ogni volta che usi cavo o Wi-Fi, usi uno standard IEEE.

ITU

International Telecommunication Union

Agenzia ONU per telecomunicazioni. Standardizza DSL, fibra, 3G/4G/5G, compressione voce/video (es. G.711, H.264).

IETF ⭐

Internet Engineering Task Force

Comunità aperta che mantiene gli standard Internet via documenti RFC. Gestisce TCP/IP, HTTP, DNS, SMTP, QUIC.

ICANN

Internet Corporation for Assigned Names and Numbers

Non-profit che gestisce IP, DNS, nomi di dominio a livello mondiale. Assegna risorse identificative uniche.

TIA/EIA

Telecommunications Industry Association

Standard americano cablaggio strutturato. Nota: TIA/EIA-568 specifica cavi twisted-pair, RJ45, terminazioni T568A/B.

💬 Come ricordarli

Trucco: "I I I I I T" - ISO fa il modello, IEEE fa i cavi e Wi-Fi, ITU fa le telecom, IETF fa Internet (RFC), ICANN fa i nomi e gli IP, TIA fa le prese a muro. Alla verifica ti chiederò almeno 3 enti con esempi.

5. RFC — le fondamenta di Internet

// RFC – ciclo di vita

I documenti RFC (Request for Comments) sono la forma con cui l'IETF pubblica gli standard. Chiunque può proporre un RFC. Dopo revisione aperta della community, diventa standard. Esempi storici: IP è RFC 791 (1981), HTTP/1.1 RFC 2616. Tutti consultabili su rfc-editor.org.

RFC · TIMELINE ESEMPI
RFC 791 - IPv4 (1981) - ancora alla base di Internet RFC 793 - TCP (1981) RFC 1035 - DNS (1987) RFC 2616 - HTTP/1.1 (1999) RFC 8446 - TLS 1.3 (2018) - crittografia moderna RFC 9000 - QUIC (2021) - HTTP/3 su UDPConsulta: https://www.rfc-editor.org

6. Verifica / Esercizio guidato

🔬 Mini-lab concettuale

Hai a disposizione in aula: un PC docenti, 2 Raspberry Pi, uno switch, un access point.

  1. Disegna una rete master-slave con I²C tra i due Raspberry: chi è master? Cosa succede se gli slave parlano tra loro?
  2. Configura client-server: un Pi fa da web server, l'altro da client HTTP. Qual è la sintassi della richiesta GET? Qual è la semantica di 200 vs 404?
  3. Ipotizza P2P per condividere file tra i Pi senza server: vantaggi e rischi?
  4. Cerca RFC 791: quali campi dell'header IP rappresentano sintassi? Quale semantica ha il campo TTL?
✅ Soluzione ragionata

1 Master è il Pi che genera clock. Gli slave non devono parlarsi: bus condiviso, collisioni garantite. 2 Sintassi: GET /index.html HTTP/1.1 Host: ... Semantica: 200=OK, 404=not found. 3 P2P: no single point of failure, ma discovery più complesso e sicurezza distribuita più difficile. 4 Sintassi RFC 791: Version, IHL, TOS, Length... Semantica TTL: numero di hop prima di scartare pacchetto, evita loop infiniti.

✓Le tre architetture: master-slave (USB/Bluetooth), client-server (web, email), peer-to-peer (BitTorrent, blockchain).
✓Da sistemi chiusi proprietari (SNA, DECnet) a sistemi aperti basati su standard per interoperabilità.
✓Protocollo = sintassi (formato) + semantica (significato) + sincronizzazione (tempistiche).
✓Enti: ISO (OSI), IEEE (802.x Ethernet/Wi-Fi), ITU (telecom 5G), IETF (RFC TCP/IP), ICANN (IP/DNS), TIA/EIA (cablaggio 568).
✓RFC = standard aperti, pubblici, evolutivi. IPv4 RFC 791 (1981) ancora vivo. Su rfc-editor.org trovi tutto.

📚 Prossimo passo - Modelli a strati ISO/OSI e TCP/IP

Ora che sai perché servono standard e protocolli, vedrai come sono organizzati a livelli. Nella prossima lezione stratificiamo: incapsulamento, PDU, perché 7 livelli OSI e 4 livelli TCP/IP. Porta con te gli RFC: li useremo.